Vai al contenuto
Consegna gratuita per i membri
Brand

La Storia e l'Eredità della Speedcross

15 giu 2022
11 min di lettura

Sedici anni dopo l'uscita della prima Speedcross, Salomon presenta la Speedcross 6, che rimane fedele alle radici del modello originale come scarpa da trail aderente, leggera e protettiva. Prende spunto dal design originale e audace della Speedcross 1 e rimane fedele alle leggendarie radici della famiglia Speedcross, ma con un design più leggero (298 g) e una presa più potente al suolo in condizioni di bagnato. La presa è stata migliorata grazie alla suola modificata con alette a forma di Y, in grado di eliminare il fango più rapidamente. La scarpa offre anche il classico comfort Speedcross, grazie alla tomaia rinnovata, funzionale e avvolgente. La struttura Sensifit offre alla pianta del piede punti d'appoggio precisi, mentre l'intersuola in EnergyCell+ assicura una morbida ammortizzazione.

Il design della scarpa ricorda l'aspetto di uno pneumatico, dal modello originale della prima Speedcross progettata da Reglan G Brewer. Guillaume Salmon, che invece ha disegnato la nuova Speedcross 6, ha voluto mantenere la sensazione di modernità della Speedcross 5, così il design della scarpa è perfetto sia in total black sia nelle colorazioni più accattivanti.

Il sesto modello della Speedcross è stato realizzato da un designer diverso rispetto a quello della quinta Speedcross e anche della quarta, e così via. Nonostante ogni versione abbia un “padre” differente, la Speedcross è rimasta fedele al suo DNA originale.

Facciamo un viaggio indietro nel tempo,

a quando il “trail running” era conosciuto come “corsa in montagna”.

All'inizio degli anni 2000, Salomon sviluppò nuove calzature per soddisfare l'esigenza di scarpe sempre più veloci e leggere, rispetto ai soliti modelli da trekking robusti, come le Salomon Adventure 7 lanciate nel 1994. Ispirandosi alle gare locali che si svolgevano nei pressi della sede Salomon ad Annecy, nel cuore delle Alpi francesi, e seguendo le indicazioni di dipendenti, designer e atleti, il designer Reglan G Brewer ideò una scarpa leggera, aderente e protettiva. Fu l'ultima possibilità per Reglan di creare una scarpa importante prima della scadenza del suo contratto con Salomon.

Quella scarpa ha dato vita a una rivoluzione in Salomon, ha cambiato le regole della corsa in montagna e ha contribuito alla nascita e alla crescita del trail running. La rivoluzione si chiama Speedcross ed è stata creata per correre veloce in montagna, proteggendo i piedi da rocce e ostacoli e offrendo stabilità su superfici bagnate e fango. La Speedcross è stata una tale rivoluzione che successivamente è stata aggiornata nel 2007 e nel 2011 e poi altre due volte: nel 2016 e nel 2019. Non ci resta che scoprire le versioni precedenti della Speedcross, per conoscere le origini di un mito.

“Spingere oltre i confini delle gare di montagna significa indossare una scarpa leggera e veloce, agile, anche sui terreni in pendenza più difficili. ”

Reglan G Brewer

Salomon Footwear Designer

SPEEDCROSS 1: dalle corse in montagna al trail running

A metà degli anni 2000, Salomon stava rapidamente costruendo la sua reputazione nella comunità del trail running. Il modello XA Pro, realizzato per le gare d'avventura, ebbe un discreto successo commerciale, dimostrando che esisteva spazio per un progetto più di nicchia. Reglan G Brewer, designer Salomon, vedeva i suoi colleghi Salomon correre sui rilievi intorno ad Annecy e partecipare a gare di montagna come la classica Montée de la Tournette, una corsa con 2.000 metri di dislivello (6.500 piedi) fino a una delle cime più iconiche intorno al lago di Annecy. Basandosi sull'approccio "Fast & Light" per cui il marchio era diventato famoso, Reglan ebbe un’idea.

"Spingere oltre i confini delle gare in montagna significava indossare un prodotto leggero e veloce, agile, anche sui terreni in pendenza più difficili", spiega Reglan. All'inizio, il designer chiamò il progetto “SpeedCross” perché richiamava la tipica “X” che contrassegna i sentieri di montagna e rifletteva l'ambiziosa identità da corsa del prodotto.

La Speedcross non è nata da un'ampia ricerca di mercato o da focus group, ma piuttosto da un tentativo di creare entusiasmo. Prendendo spunto dagli pneumatici da motocross, la Speedcross iniziò a prendere forma, con un profilo basso e un aspetto robusto con una "sofisticata essenzialità". La "grafica a filettatura" sul parafango dava l'impressione che la scarpa mordesse il terreno indipendentemente dalle condizioni o dalla pendenza del percorso. Le restrizioni di budget imposero l’esigenza di sviluppare la scarpa utilizzando solo componenti esistenti. Per la suola fu presa in prestito la XA Harrier con alette profonde; il telaio tradizionale fu sostituito da una struttura ultraleggera che nascondeva l'intersuola. Le persone avrebbero messo sicuramente in dubbio la stabilità di una scarpa senza telaio, ma questa costruzione fornì l'agilità necessaria per correre più velocemente in montagna e una migliore transizione sul terreno.

Quando si trattò di testare la scarpa, Reglan lavorò con Félix Dejey, corridore ambizioso e concorrente della Montée de la Tournette, che collaborava con il team di atleti di trail running di Salomon. La Speedcross fu testata durante la Advanced Week, dove il team di trail running Salomon si riunisce ancora ogni anno per testare i prodotti e allenarsi insieme. Gli atleti, in particolare gli accaniti runner britannici (che correvano e gareggiavano nelle zone montane della Gran Bretagna settentrionale), divennero subito fan della scarpa per la sua presa, il comfort e l’aspetto. La Speedcross iniziava a suscitare entusiasmo.

SPEEDCROSS 2: il DNA delle scarpe Salomon

La Speedcross 2 fu sviluppata partendo dal modello originale. L'obiettivo era mantenere l'essenza della Speedcross 1, rendendola più accessibile e più riconoscibile come scarpa Salomon.

“La Speedcross fu il germoglio che permise di conquistare il mercato del trail running. ”

Sven Morris

Salomon Footwear Designer

La fine degli anni 2000 è stato un periodo cruciale per Salomon, poiché l'azienda stava guadagnando terreno tra gli appassionati di escursionismo e corse in montagna. Il team interno voleva portare le gare d'avventura a un livello più elevato e la Speedcross era la scelta più ovvia per farlo. "È stato il germoglio che ha permesso di conquistare il mercato del trail running", afferma Sven Morris, designer di scarpe Salomon, che ha lavorato alla seconda edizione della Speedcross.

I designer stavano anche cercando di scoprire il DNA Salomon: qual è l’elemento riconoscibile di tutte le scarpe Salomon e come si manifesta nei prodotti? La risposta fu la tecnologia: la struttura SensiFit, che sostiene il piede con il suo esclusivo design a zigzag, e il PowerBand, che avvolge tutto il tallone.

"Nella progettazione dei prodotti, Salomon ha sempre messo la tecnologia al primo posto, il design è un veicolo per mettere in risalto la tecnologia", spiega Morris. "Se una scarpa non ha PowerBand e SensiFit, allora non è una scarpa Salomon!"

Il risultato fu una scarpa più robusta, possente e grintosa, facilmente riconoscibile come scarpa Salomon grazie ai suoi elementi di design unici. E quando giunse il momento di testare la Speedcross 2, il team di progettazione imparò una lezione preziosa: la scarpa era ancora apprezzata, ma alcuni atleti si lamentarono della mancanza di stabilità sotto il tallone, dovuta alla rimozione del telaio. Questi utili suggerimenti vennero esaminati e risolti nella successiva generazione di Speedcross e ciò portò alla definitiva consacrazione della scarpa.

SPEEDCROSS 3: stabilità e successo di pubblico

La successiva generazione di Speedcross prese vita nel 2011. Warren Bosomworth, designer di scarpe da trail running per Salomon dal 2007 al 2012, consegnò il primo prototipo della Speedcross 3 nel 2010. Il feedback positivo degli atleti Salomon di fell running (corsa in montagna) e trail running portò allo sviluppo della terza Speedcross, che presentava tallone migliorato e più ampio per maggiore stabilità, tomaia saldata senza cuciture (in linea con altri prodotti Salomon di quel periodo), EVA più ammortizzata nell'intersuola e scanalature più profonde sulla suola per deformarsi all'impatto. L'estetica della scarpa rimase intatta, con la stessa struttura SensiFit e PowerBand, per il movimento del tallone, visibili sulla Speedcross 3.

“Ciò che preferivo maggiormente della Speedcross 3 è che racchiudeva l'estetica e il DNA del design Salomon originali, e ancora oggi è così. ”

Warren Bosomworth

Salomon Footwear Designer

"La Speedcross (originale) era un prodotto molto underground, che attraeva atleti e designer d'élite per la sua essenzialità senza stravaganze", spiega Bosomworth. “Era pura performance, una scarpa difficile da vendere. Le sue caratteristiche di leggerezza, aderenza e protezione non erano abbastanza”.

La Speedcross 3 rimaneva comunque una scarpa ad alte prestazioni e i trail runner Salomon erano molto affezionati a quel modello. Dopo aver provato la sua prima Speedcross nel 2007, il runner di montagna scozzese Tom Owens corse tutte le gare dal 2008 al 2011 con le Speedcross 2 e 3. Vinse la Transalpine Run nel 2009 e 2010, i Syraid World Championships d'Italia nel 2010 e la finale della skyrace Sentiero delle Gringe nel 2011. "Era così diversa dalle solite scarpe disponibili nel Regno Unito", ricorda Owens dei primi modelli di Speedcross. “Era super comoda in tutte le diverse sezioni del percorso ma manteneva una buona presa. In sostanza su tutti i terreni restava sempre comoda e confortevole per il piede.”

Philipp Reiter è un trail runner tedesco che lavora con Salomon da oltre un decennio. Ha anche fatto parte della squadra di runner che ha testato la Speedcross negli anni 2000. "Sono un grande fan dei colori e la Speedcross ha dei colori davvero belli", afferma Reiter. “È molto comoda e ha una presa eccezionale. Ho provato ogni Speedcross dalla seconda alla quinta, ma la mia preferita è la terza; ho sempre amato la dinamicità di questa scarpa”.

La Speedcross 3 risolse i problemi di stabilità delle versioni precedenti e confermò che questo design unico aveva un potenziale straordinario, non solo nel mondo del trail running. Alla fine del 2015, Salomon aveva venduto più di 20 milioni di paia di Speedcross.

"Ciò che preferivo maggiormente di quella scarpa è che racchiudeva l'estetica e il DNA del design Salomon originali, e ancora oggi è così", afferma Bosomworth.

SPEEDCROSS 4: l’update estetico

La Speedcross 4 forse non sarà la scarpa che la storia ricorderà, ma fu un passaggio necessario per comprendere meglio la vera essenza della scarpa. Ilija Nikolic, un altro designer Salomon che ha lavorato al suo miglioramento, aveva paura di "dissolvere" l'aura che ormai circondava la Speedcross 3.

“È difficile lavorare su una scarpa che è già così popolare. Vuoi migliorarla, ma hai paura di perdere ciò che l’ha resa popolare sin dall’inizio. ”

Ilija Nikolić

Salomon Footwear Designer

"È difficile lavorare su una scarpa che è già così popolare", afferma Nikolic. "Vuoi migliorarla, ma hai paura di perdere ciò che l’ha resa popolare sin dall’inizio."

Tuttavia, vi erano alcuni aspetti che dovevano essere migliorati, inclusi i problemi con i ramponi e il collo che si consumavano abbastanza rapidamente. La Speedcross 4 presentava un collo più basso e alette modificate per rendere la scarpa più fruibile. Dunque la Speedcross 4 ebbe un buon successo commerciale, superando la popolarissima Speedcross 3, ma questo miglioramento eliminò ciò che aveva reso la Speedcross un vero successo: la silhouette aggressiva con alette robuste.

Il feedback del negozio parigino The Broken Arm e del designer tedesco Boris Bidjan Saberi, che avevano entrambi lavorato con Salomon, fu che la Speedcross 4 aveva perso l'unicità delle versioni precedenti, cercando di conformarsi troppo allo “stampo del trail running”. Sebbene avesse ancora successo, i designer sentirono il bisogno di tornare alle radici della Speedcross.

SPEEDCROSS 5: ri-progettare una leggenda

Per progettare la Speedcross 5, il designer Salomon Baptiste Tarenne si mise alla ricerca del DNA originale della scarpa, per rimanere fedele a ciò che l’aveva resa un'icona.

“Il DNA rappresenta l'origine intrinseca della scarpa; l'essenza", spiega Philippe Besnard. “La sua definizione è unica. Da lì la scarpa può evolversi, ma l'essenza non cambierà mai. Con la Speedcross, si capisce che è una scarpa pronta per l'imprevedibilità del mondo outdoor già solo guardando la sua silhouette atletica e le alette grintose. Si vede che è agile e morderà il terreno con le alette. È come gli pneumatici da motocross, senza compromessi”.

“Volevamo che la Speedcross fosse più Speedcross! ”

Philippe Besnard

Salomon Footwear Designer

La sfida della Speedcross 5 è stata esaltare la scarpa, ma in un modo nuovo e moderno. "Volevamo che la Speedcross fosse più Speedcross", dice Besnard senza mezzi termini.

La Speedcross 5 presenta un profilo più alto, più alette sulla suola, maggiore comfort e calzata avvolgente per il piede, tornando a tutto ciò che ha reso la Speedcross un'icona nel corso degli anni. La Speedcross 5 è stata realizzata per offrire più comfort e più presa, con alette più grandi e una parte inferiore di dimensioni maggiori.

La scarpa era diventata un successo anche per la vita quotidiana e apprezzata persino dai designer del mondo della moda. I colori della Speedcross 5 non erano progettati solo per il pubblico sportivo. La scarpa era stata ideata per essere indossata ben oltre il mondo del trail running.

"Progettammo la Speedcross 5 in modo che potesse funzionare sia in total black che con un outfit più colorato", spiega Benjamin Grenet, designer di scarpe Salomon. “Come designer trovo eccitante sia lavorare con una tabula rasa sia studiare qualcosa per rigenerare un prodotto, creando qualcosa di più innovativo. Migliorare la quinta generazione di una scarpa di cui vendevamo già milioni di paia e che nessuno immaginava come migliorare, è stata una sfida bellissima".

SPEEDCROSS: dal trail alla strada

Nel corso degli anni, l'aspetto unico della Speedcross è diventato popolare ben oltre i designer e i trail runner. Quando nel 2015 il rivenditore di moda parigino The Broken Arm contattò Salomon per commercializzare la scarpa Snowcross, un derivato della Speedcross fatta per correre sulla neve, con ghetta alta e completamente impermeabile, fu chiaro che la Speedcross aveva un grande potenziale anche per il tempo libero in città.

L'iconica silhouette della Speedcross 3 su cui Warren Bosomworth lavorò nel 2010 è stata rielaborata più volte con nuove palette e sfumature di colore. Il suo look essenziale e unico consente ai designer di giocare con ogni elemento, aggiungere dettagli e appropriarsi della scarpa per regalarle un fascino diverso.

“Tuttavia si continua a intuire a prima vista che è una scarpa pensata per il trail running: non è fatta per nient'altro che per correre all'aria aperta, motivo per cui si distingue così bene rispetto ad altre scarpe e marchi che stanno cercando di seguire la tendenza. ”

Guillaume Steinmetz

Co-Founder at The Broken Arm

“La Speedcross ha un design davvero radicale, un'emozione pura. Alla prima occhiata si comprende che è una scarpa realizzata per il trail running, è pronta per iniziare il percorso", afferma Guillaume Steinmetz, co-fondatore di The Broken Arm. “È fatta per stare all'aria aperta, motivo per cui si distingue così bene rispetto ad altre scarpe e marchi che stanno cercando di seguire la tendenza. Il DNA della Speedcross è così forte che puoi riconoscere questa scarpa tra mille".

Alla domanda su come sia passata dai sentieri alle strade metropolitane, Bosomworth è d'accordo con Guillaume. “È così unica nella sua estetica“, dice. “È essenziale. Non è progettata per cercare di attirare nessuno al di fuori del trail running. Più si cerca di renderla mainstream, meno attraente diventa”.

La Speedcross 4 è stata anche rielaborata in collaborazione con artisti del calibro di Palace, marchio di skateboard londinese.

Anno dopo anno, designer dopo designer, la Speedcross è rimasta fedele alla sua missione originale: correre veloce in montagna. Sebbene l'uso della scarpa sia cambiato con il passare del tempo, dai sentieri escursionistici ai parchi e alle piste, la Speedcross rimane un'icona e la nuova Speedcross 6 resta fedele al suo DNA originale.

Skip content

Articoli correlati

Vedi tutte le storie