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Courtney Dauwalter scrive la storia del trail running a La Réunion

24 ott 2022
4 min di lettura

Courtney Dauwalter ha conquistato il 4° posto assoluto nella Diagonale des Fous all'isola della Reunion, completando il percorso in 24 ore e 37 minuti, battendo il record precedente di 2 ore e diventando la prima runner a vincere tutte le 4 principali 100 miglia. Nel 2018, ha superato il caldo opprimente della California per conquistare la Western States 100. Nel 2019 a Chamonix, in Francia, ha vinto e poi è tornata nel 2021, vincendo di nuovo e battendo il record femminile. Quest'anno si è classificata sesta assoluta all’Hardrock 100, battendo il record femminile di oltre 30 minuti.

La prima volta sull’isola della Reunion, Courtney era consapevole di dover affrontare una delle 100 miglia più difficili. La Diagonale des Fous offre ai corridori "pazzi" ("fous" in francese, da cui il nome della gara) che vi partecipano 165 km (100 miglia) e 10.200 m (32.000 piedi) di dislivello. Una gara piena di sentieri tecnici, passi imponenti e paesaggi lussureggianti, che la rendono una delle 100 miglia più tecniche e uniche che esistano. Courtney era accompagnata dal suo team, tra cui François D'haene, 4 volte vincitore della corsa (2013, 2014, 2016 e 2018), che le ha dato molti preziosi consigli e l’ha supportata insieme al gruppo. A sostenerla c’era anche Mathieu Blanchard.

La gara è iniziata con la salita di Notre Dame de la Paix. Dopo 50 km, Courtney era in perfette condizioni, all'11° posto. Dopo un inizio cauto, ha recuperato terreno e si è posizionata in testa, in prossimità di Cilaos Cirque. Al traguardo delle 10 ore, aveva corso metà del percorso e si trovava al 5° posto. Poi è caduta, ma dopo una rapida sistemata al Sentier Scout è tornata in carreggiata. Nonostante le difficoltà fisiche e mentali dovute all’infortunio, ha continuato a spingere nella notte, tagliando il traguardo in 24 ore e 37 minuti: 4° posto assoluto e prima donna a tagliare il traguardo.

"È facile godersi questa gara, anche quando diventa davvero dura", ammette Courtney. "L’ambientazione è veramente bellissima, soprattutto al Cirque de Mafate. Pensavo incredula a quanto fossi fortunata a correre in questa meraviglia. Quando ho iniziato a faticare molto, a metà gara, sono caduta, ma anche in quel momento mentre scendevo dal Col du Taïbit (km 90), non è stato difficile trasformare positivamente lo stato d'animo, per allontanarmi dal dolore mi sono concentrata su quest'isola straordinaria. Ripenso con piacere ai suggestivi piccoli villaggi a Mafate."

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